Pakistan
Il Pakistan non è più sotto i riflettori dei media dopo l’esito positivo del caso Asia Bibi. Tuttavia, la situazione dell’1-2% di cristiani nel Paese resta estremamente preoccupante, in un contesto in cui le difficili condizioni di vita favoriscono lo sviluppo del radicalismo.
Considerati cittadini di seconda categoria, subiscono pienamente le conseguenze della legge sulla blasfemia, una vera e propria spada di Damocle.
Sulla base di una semplice accusa, possono essere incarcerati o addirittura giustiziati, come accaduto a una coppia di cristiani falsamente accusati di blasfemia e bruciati vivi, sotto gli occhi dei loro figli, da folle sobillate da religiosi fanatici.
Discriminazione, molestie, matrimoni forzati, violenza sociale e politica: le minoranze pakistane vivono un vero inferno sulla terra, nonostante i ripetuti tentativi del governo di contenere la situazione.
Costantemente presi di mira nei villaggi più isolati, rifiutati per la loro fede e confinati in lavori pesanti, molti cristiani lavorano di generazione in generazione per conto di un proprietario terriero.
In cambio di un alloggio insalubre e di un salario misero, coltivano la terra del loro padrone. Maltrattamenti quotidiani, fame e persino il rischio di essere uccisi se cercano di emanciparsi: i cristiani accumulano debiti e si ritrovano intrappolati in una condizione di dipendenza che sfocia in una forma di quasi-schiavitù, tramandata di generazione in generazione.
Quando, a causa dell’età o di una malattia, hanno la sfortuna di diventare improduttivi, i cristiani ridotti in schiavitù devono compensare i giorni di assenza. Questa spirale infernale si interrompe solo quando vengono cacciati in strada…
Nelle fornaci di mattoni del Pakistan, bambini, donne e uomini lavorano giorno e notte in condizioni durissime per un salario misero che spesso non ricevono nemmeno. Sono dei veri e propri “schiavi moderni”, completamente legati a un datore di lavoro, divenuto di fatto il loro padrone.
In questo contesto difficile, l’azione di SOS Cristiani d’Oriente si concentra principalmente sull’emancipazione e sulla protezione di queste persone, attraverso lo sviluppo economico e la creazione di villaggi autonomi. L’obiettivo è liberare famiglie cristiane dalla schiavitù e offrire loro una casa, un terreno e un futuro.
In collaborazione con la Conferenza dei vescovi del Pakistan, l’associazione lavora inoltre per sostenere le vittime della legge sulla blasfemia, che aveva portato all’imprigionamento di Asia Bibi e che ancora oggi minaccia ogni anno migliaia di persone, esposte al rischio di una semplice denuncia.
I cristiani del Pakistan rischiano di scomparire se non si interviene per difendere la loro libertà.
In questa terra lontana i cristiani spariranno se non lottiamo contro la povertà. Noi ci proviamo a distanza.
Nel 2018, l’obiettivo è quello di liberare centinaia di famiglie cristiane dalla schiavitù e di provvedere loro una casa, un terreno e dunque un futuro.
Oggi, SOS Chrétiens d’Orient investe sul futuro e intensifica i suoi progetti di sviluppo economico per i siriani che riprendono in mano le redini della loro vita.
Progetti realizzati
Persone aiutate
L’obiettivo è quello di liberare centinaia
di famiglie
cristiane dalla schiavitù e di
provvedere loro una
casa, un terreno e
dunque un futuro.
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